Il mio blog è più forte della censura

di domenicovalente


Internet è il megafono dei non ascoltati e il martello che colpisce il muro del controllo per coloro che vivono circondati dall’autoritarismo e l’intolleranza

Yoani Sanchez, giornalista e blogger Cubana.

Oggi compio il doppio degli anni che avevo nel 1993, quando cominciai a pensare a me stessa e decisi di andarmene di casa. Rinunciai alla protezione, ai pasti caldi – ma è meglio dire a un pasto ridicolo, perché era il peggior momento del Periodo Speciale -, al minimo sostentamento economico che potevano offrire i miei genitori e allo scudo che formavano tra la durezza della strada e le mie illusioni di adolescente. Caricai in una gabbia per uccelli un mucchio di libri e con un solo cambio di biancheria mi gettai senza rete in cerca di un’indipendenza che ancora oggi è la mia ossessione.

Questo 4 settembre, avrò trascorso già la metà della vita come persona responsabile delle proprie azioni. In questo tempo, ho imparato a valorizzare l’autonomia, a diffidare dei sussidi e di tutte quelle “regalie” che costantemente vengono gettate in faccia ai cittadini. Ho goduto e ho sofferto nel dover rispondere per ciò che facevo e di non potermi difendere dicendo: “Non lo so, chiedetelo a mia madre”. Dopo molti contrattempi, sono arrivata a comprendere che la mia vera casa ha forma di Isola e che da questo posto, almeno, non penso di andarmene sbattendo la porta. Sono già partita una volta portando via tutte le mie cose, adesso – che ho il doppio degli anni – mi tocca restare.

” … qui la connessione è insindacabilmente a 56k. E i costi sono proibitivi: «Con un salario ufficiale medio di 17 Pesos Convertibili al mese, l’accesso a Internet qui all’Avana vale 6 Pesos l’ora: con tre ore di navigazione hai fatto fuori lo stipendio di un mese. E a queste velocità di connessione in tre ore fai ben poco» … «È per questo che lavoro, per potermi pagare i collegamenti una volta alla settimana. E come me ce ne sono tanti…».

Chi è Yoani Maria Sánchez Cordera (fonte Wikipedia)

è una attivista e giornalista cubana. Laureata in filologia nel 2000, alla Università della Avana.

Nel 2002 emigra nella Svizzera Tedesca dove impara ad usare il web, ma per problemi familiari rientra a Cuba nel 2004. Nell’aprile del 2007 in collaborazione con un server tedesco crea il blog Generación Y (che le ha dato rinomanza internazionale) dove pubblica regolarmente cronache di vita cubana, caratterizzate da un tono acutamente critico sul governo, e tradotte in 18 lingue.

È una delle più influenti voci sulla realtà cubana. Il suo blog è scritto a Cuba ma l’accesso è bloccato agli abitanti dell’isola dalla censura ufficiale. Yoani Sánchez è spesso perseguitata dai mezzi di repressione ufficiali cubani. Le pagine del blog sono spesso vandalizzate, presumibilmente da incaricati del governo cubano con l’intento di screditare il lavoro della giornalista.

IMG_0142IMG_0143IMG_0145

8 Aprile 2010 , grazie a WIRED abbiamo ascoltato Yoani Sánchez in diretta da l’Havana. Ha risposto a tutte le domande, anche le più scomode o scontate, e dimostrando ancora una volta che INTERNET è più forte di tutto e di tutti, senza barriere o muri e grazie anche a questo stupendo strumento possiamo costruire un mondo migliore.

Filo dopo filo, l’internet ha ritessuto le divisioni della trama che forma l’umanità. I secoli passati a bucherellarla qua e là, a tagliarla in pezzi e perfino a separarne le parti l’una dall’altra, ci hanno lasciati immersi in uno stato di sfiducia che la rete delle reti ha contribuito ad attenuare. I kilobyte hanno messo in relazione le persone, reso concreti i progetti dei cittadini e posto nelle mani degli individui informazioni che prima erano privilegio di pochi. Il gigantesco arazzo della nostra diversità si è rovesciato nell’enorme ragnatela mondiale, portando con sé – naturalmente – ciò che abbiamo di più ridicolo e sublime, le nostre ali e i nostri artigli.

Il mondo è un luogo più fraternizzato da quando qualcuno a Mumbai può chattare e condividere esperienze con qualcun altro a Buenos Aires. Grazie all’esistenza del cyberspazio, i censori hanno la vita sempre più difficile nel momento in cui si tratta di limitare la libertà di espressione dei loro popoli. Ecco perché Internet è il megafono dei non ascoltati e il martello che colpisce il muro del controllo per coloro che vivono circondati dall’autoritarismo e l’intolleranza. Tra i fili che uniscono il suo immenso tessuto, non tutto brilla, perché Internet somiglia a noi nella nostra proporzione di luci e ombre. Tuttavia, se il nostro sguardo potesse abbracciarlo in tutta la sua estensione, sicuramente vedremmo un vasto panorama di pluralità e fratellanza.

Se l’internet vince il premio Nobel per la Pace 2010, un pezzetto minuscolo di quel riconoscimento apparterrà a tutti, a quegli esseri dispersi che il Web è riuscito a connettere e armonizzare. (YOANI SANCHEZ)

“Io sono tanto favorevole a internet ma in questo caso devo ringraziare il telefono. Non avrei mai pensato che il telefono potesse ancora regalarci queste emozioni” ( @riccardowired )

Via | generaciony
Via | Wired
Via | unisolanelsole
Via | nonleggerlo
Via | endecasillabo