The Pirate Day

di domenicovalente


ALLA SBARRA

Comincia a Stoccolma il processo d’appello contro gli animatori del sito di file sharing più famoso del mondo. I pirati informatici si devono difendere dall’accusa di favoreggiamento alla violazione della legge sul copyright. (leggi articolo)

I siti torrent, come appunto The Pirate Bay, giustificano la loro possibilità di esistere affermando che non violerebbero alcuna legge, poiché, a differenza di altre tecnologie Peer-to-Peer (come ad esempio eMule, Limewire e Shareaza), i dati da loro ospitati sono solo delle chiavi utili per rintracciare i file condivisi all’interno di migliaia di macchine collegate sulla rete Internet. È su questa distinzione che la difesa di The Pirate Bay ha basato la sua estraneità alla pirateria, essendo il sito solo un motore di ricerca, un Torrent Finder per l’appunto, come Google[6], Yahoo o MSN Search. Se si estendesse il reato anche a tali siti, il sistema su cui funziona il World Wide Web potrebbe uscirne fortemente ridimensionato e in parte illegale. La logica della difesa era di fatto ineccepibile, ma l’accusa del caso “MGM Studios, Inc. v. Grokster, Ltd.”, venne riformulata sulla base che la detenzione dei suddetti metadata, essendo strettamente legati ai contenuti illegali, incoraggiano di fatto l’infrazione delle leggi sul copyright.

Questi intrighi giuridici sembrano dover ricercare una giustificazione ai numerosi atti punitivi contro i responsabili di siti torrent, tra cui si ricorda il sequestro da parte del governo svedese di tutta la server farm e di tutti i beni personali che sembravano anche lontanamente elettronici del responsabile della compagnia di hosting di The Pirate Bay. Ma questo non scoraggiò i sostenitori del sito. Nonostante l’arresto di alcuni componenti dello staff, alla chiusura del sito seguì infatti una rapida riapertura.

(Wikipedia)